Raffaello. Custodi del mito in Lombardia

02/09/2020

Come culmine del cinquecentenario, due mostre tra Brescia e Milano e un calendario di appuntamenti, con varie tappe in Lombardia, celebrano Raffaello e il suo mito. Tra ottobre 2020 e marzo 2021.

In che modo la visione del genio urbinate e la sua capacità di promozione furono rivoluzionarie? Una volta creata la leggenda, chi l’ha custodita e tramandata nei secoli? Quanto il collezionismo ha accolto le influenze e ha indirizzato le tendenze? Quando e come la produzione di stampe ha contribuito alla nascita della cosiddetta “industria culturale”? Quali i custodi della memoria raffaellesca in Lombardia e con quale ruolo?

Il progetto cerca di dare risposte a queste domande, grazie a una serie di iniziative dedicate al pubblico e al racconto della fama, sempre viva, di Raffaello.

Brescia e Milano, con Fondazione Brescia Musei e Castello Sforzesco, offrono il proprio omaggio a Raffaello in occasione del cinquecentenario della morte con due progetti espositivi, due cataloghi e un ricco calendario di appuntamenti condivisi con diverse istituzioni culturali della Lombardia che, a vario titolo, hanno ricoperto nel tempo e ricoprono tuttora il ruolo di custodi del mito di Raffaello.

Oltre Brescia e Milano, da Mantova a Cremona, da Bergamo a Pavia, da Crema a Busto Arsizio, le istituzioni culturali dell’intera regione celebrano il maestro urbinate con una programmazione congiunta.

Le mostre e i cataloghi, editi da Skira, fortemente incentrati sulla valorizzazione dei patrimoni bresciani e milanesi, indagano la figura di Raffaello tramite due protagonisti della stagione ottocentesca, momento fondamentale per la costruzione del suo mito, per la divulgazione del linguaggio e delle invenzioni del maestro e per la cultura lombarda: Paolo Tosio e Giuseppe Bossi.

L’obiettivo dei progetti espositivi ed editoriali è quello di restituire quale fosse, per i conoscitori europei di primo Ottocento, l’idea della cultura figurativa raffaellesca, che spesso prescindeva dalla conoscenza degli originali e si basava principalmente sull’analisi di disegni, stampe e oggetti d’arte.

Veri e propri surrogati degli originali (che prima dell’epoca dei musei e della fotografia erano alla portata di pochissimi) i disegni e le stampe, in particolare, furono documento per i conoscitori e strumento di formazione per i pittori, oggetto del desiderio per collezionisti e cultori del mito.

A Brescia: all'interno del Museo di Santa Giulia (2 ottobre 2020 - 10 gennaio 2021), Raffaello. L'invenzione del divino pittore, a cura di Roberta D'Adda, presenta una collezione di stampe d’après Raffaello, realizzate in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento, insieme a una scelta di dipinti e oggetti d'arte. La visita si completa con un itinerario in città tra Pinacoteca Tosio Martinengo, che custodisce due opere di Raffaello, e l’Ateneo di Brescia - Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta una serie di stampe raffaellesche di grande formato.

A Milano: nelle sale del Castello Sforzesco (27 novembre 2020 - 7 marzo 2021) per Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano, a cura di Claudio Salsi con la collaborazione di Alessia Alberti, Giovanna Mori e Francesca Tasso, in mostra disegni, incisioni e maioliche rinascimentali tratte da invenzioni dell'Urbinate, grazie a nuove ricerche e studi indirizzati alla figura di Giuseppe Bossi, collezionista, disegnatore e pittore, nel segno di Raffaello.

In Lombardia: un ricco programma di iniziative e incontri (ottobre 2020 - marzo 2021) reso possibile grazie alla partecipazione corale di istituzioni museali della regione; tante occasioni diffuse sul territorio perché il pubblico possa avvicinarsi non solo al genio di Raffaello ma anche ai tanti aspetti che hanno reso e rendono, ancora oggi, il suo mito attuale.

A oggi hanno aderito al progetto: Accademia Carrara, Bergamo; Museo Diocesano di Brescia; Palazzo Tosio - Ateneo di Brescia; Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna, Busto Arsizio; Museo Diotti, Casalmaggiore; Museo Civico di Crema e del Cremasco; Fondazione Maria Cosway, Lodi; Fondazione Ugo da Como, Lonato del Garda; Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova; Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Museo Poldi Pezzoli, Milano; Musei Civici di Pavia.

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